
Tra i massimi dirigenti nazionali della Democrazia Cristiana, partito di cui è stato anche segretario, ha ricoperto le cariche di presidente e vicepresidente del Consiglio dei ministri, Ministro degli affari esteri e Ministro della difesa.
Che Emilio Colombo abbia avuto un ruolo significativo e per certi aspetti singolare nella vicenda politica nazionale è comprovato anche dal fatto che, nell’arco di mezzo secolo, non c’è stato presidente del Consiglio che non abbia posto (a volte addirittura come condizione per l’accettazione del proprio incarico) una sua diretta partecipazione a particolari responsabilità di governo. Colombo ha esercitato la sua capacità in settori diversi; ha svolto un ruolo importante nella tenuta del sistema finanziario, contribuendo allo sviluppo del nostro Paese, difendendo la moneta e i livelli di occupazione. All’inizio degli anni Settanta, in un periodo difficile e drammatico della vita nazionale, ha avuto la massima responsabilità di guida e ha dato prova di grande risolutezza nella difesa dell’ordine pubblico, e nella realizzazione di un sistema economico e sociale orientato a traguardi di crescita e di sviluppo tali da far considerare il nostro Paese tra quelli più moderni e industrializzati. Ecco, questi sono aspetti che occorre non dimenticare, specie in un periodo nel quale c’è la tendenza a svalutare l’esperienza degli anni che hanno visto la rinascita democratica del Paese e l’inserimento attivo dell’Italia nel processo di costruzione dell’Europa.